Il coniglio è una carne bianca molto apprezzata per diversi motivi, gli stessi che ne complicano un po’ la cottura.

Nutriente ma digeribile, ricca di proprietà nutrizionali ideali per un’alimentazione sana -120,160 Kcal per 100gr-,  con bassissimo contenuto di colesterolo, molto ricca di vitamine, in particolare quelle del gruppo B, e di sali minerali come ferro, fosforo, calcio e potassio, è un tipo di carne adatta a tutte l’età e particolarmente consigliata nello svezzamento dei neonati perché è un alimento ipoallergenico. Tutto molto bello vero, ma bisogna fare attenzione, perché proprio il suo essere priva di grasso può determinare la disfatta in cucina!

Gode inoltre di un caratteristico gusto selvatico, specialmente se si tratta di un animale adulto,  che ad alcuni piace parecchio, ad altri decisamente meno.

Ecco perché abbiamo elaborato dei piccoli suggerimenti che definiremmo i 3 trucchi del coniglio.

 

 

Primo: eliminiamo il selvatico.

Con il vostro coniglio tagliato a pezzi o intero, avete due possibilità: o lo mettete in acqua e aceto per 30 minuti oppure a marinare con 1 bicchiere di vino bianco, 1 di aceto e 1 scalogno a pezzetti per una notte. Noi preferiamo la seconda opzione perché la carne risulta anche più morbida. Comunque, prima di cucinarlo ricordatevi di asciugare bene la carne con un canovaccio pulito o con carta da cucina.

Secondo: il taglio giusto.

Mille e mille sono i modi in cui possiamo cucinare il coniglio, per questo è importante scegliere accuratamente il taglio di coniglio in funzione del tipo di cottura. Intero è perfetto sia in umido che arrosto. A pezzi, la metà anteriore che è meno carnosa risulta adatta alle cotture in umido. La metà posteriore, parte terminale del dorso e dalle cosce, è ottima per gli arrosti. La sella o lombata, il pezzo centrale molto carnoso, è perfetto per la cottura arrosto, da tagliare a fette e cuocere in padella, o ­da farcire.

Terzo: no stopacciosità.

I tempi di cottura sono fondamentali vista l’assenza di grasso. Un coniglio di dimensioni medie, per esempio, cuoce in 1h a 180°c in forno e se più grande un po’ di più, senza mai superare l’ora e mezza. Cotto in padella in pezzi una fiamma troppo alta rischia di bruciare il coniglio fuori, facendolo rimanere crudo dentro, mentre una cottura poco forte, al contrario, lo farebbe bollire, facendogli perdere di sapore. In generale, la carne va lasciata sul fuoco medio per circa 40/45 minuti. In umido va prima scottato in padella, poi cotto per 45 minuti e non più. Se invece la ricetta lo vuole al forno, vi suggeriamo di far rosolare prima la carne in padella in modo da creare una crosticina che manterrà i liquidi all’interno e contribuirà a rendere succosa la ciccia.

Ora che abbiamo visto quali sono gli accorgimenti da tenere durante la cottura del coniglio, passiamo alla nostra ricetta creata in esclusiva dallo chef Stefano Polato con una cosa in più: l’aroma del caffè.

 

 

INGREDIENTI

½ kg coniglio tagliato in pezzi

 1 rametto rosmarino

 1 spicchio aglio

4-5 foglie alloro

½ bicchiere vino bianco secco

1 tazzina Caffè Manuel

1 carota

1 gamba di sedano

1 cipolla

50g frutti del cappero

brodo vegetale

2 cucchiai olio extravergine di oliva sale e pepe qb

farina integrale di grano tenero

E POI?

Passate i pezzi di coniglio sulla farina. Versate l’olio in una casseruola a bordi alti e fondo spesso. Rosolate il coniglio nell’olio finché sarà ben colorito, sfumate con il vino e quando sarà evaporato unite lo spicchio d’aglio intero, l’alloro, il rosmarino, le verdure tagliate a pezzettoni e i frutti di cappero. Bagnate con il caffè e coprite con il brodo.

Lasciate cuocere per almeno 40 minuti con il coperchio a fuoco bassissimo, controllando di tanto in tanto che il coniglio non si asciughi troppo. Eventualmente aggiungete altro brodo vegetale. Regolate il sale e il pepe a fine cottura.

 

 

 

Per questa ricetta abbiamo usato Manuel Caffè Equo Organic, una miscela certificata BIO e FAIRTRADE dall’aroma di cioccolato e frutta secca. Lo trovate nel nostro shop online.

 

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